di Luciano Manna – A più di 20 anni dalla chiusura dell’area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Genova Cornigliano la realtà odierna non coincide con una reale bonifica operata per eliminare gli inquinanti in falda, anzi, pare avvenga il contrario. Bonifica sbagliata da parte di Società per Cornigliano o coincidenza? I dati che vedremo parlano chiaro: nel 2023 Società per Cornigliano avvia il filtraggio attivo delle acque di falda e nel 2025 dichiara ultimate le attività di bonifica e messa in sicurezza permanente ma mentre prima i valori erano nei limiti di legge dopo il 2023 subiscono un’impennata, anche più di duemilavolte oltre i limiti di legge. Che succede nelle aree dove c’era la cokeria dell’ex lva di Cornigliano? Società per Cornigliano abbiamo un problema?
Le bonifiche, un eterno dilemma irrisolto per il governo italiano che interessa anche Genova, non solo Taranto o Bagnoli. Anche la città che dal 2002 al 2005 ha gradualmente spento tutti gli impianti dell’area a caldo sembra convivere, al netto delle dichiarazioni ufficiali, un problema irrisolto legato proprio alle bonifiche.
Prima di vedere i dati va specificato che alcuni inquinanti in falda rappresentano un inquinamento storico derivante dalle vecchie attività dell’area a caldo dello stabilimento di Cornigliano, infatti per un particolare piezometro, il PZ9 dove si rilevano sforamenti di Benzene, è la stessa Acciaierie d’italia a dichiarare che questo piezometro, dove sono stati prelevati i campioni delle acque di falda, è posizionato in area confinante con la zona ex sottoprodotti della cokeria, area denominata SOT, un’area oggi di proprietà della Società per Cornigliano, e quindi l’azienda ci tiene a specificare che tale analita non sia né imputabile né correlabile ad attività attualmente svolte nello stabilimento.
A scattarci la fotografia è proprio Acciaierie d’Italia che per lo stabilimento di Cornigliano redige una relazione annuale inerente il piano di monitoraggio e noi abbiamo letto tutte le relazioni che ci fornivano i dati dei campionamenti in falda per mezzo dei piezometri: i primi del 2019 e gli ultimi disponibili del 2025. Benzene, benzo(a)antracene, benzo(a)pirene, cromo esavalente ed altri che vedremo di seguito hanno un andamento stabile e rimangono anche nei limiti di legge sino al 2023 poi subiscono una brusca impennata sino al 2025. Ma nel 2023 cosa succede? Se come dice l’azienda si tratta di un inquinamento storico non dovremmo trovare dati oltre i limiti anche negli anni 2020, 2021, 2022? E perché i valori si impennano dopo il 2023 mentre durante gli anni precedenti erano nei limiti di legge? (analisi 2019, 2020, 2021, 2022, 2023, 2024, 2025)
Sarà una coincidenza o una conseguenza, qualcuno dovrà anche verificare, ma nel 2023 Società per Cornigliano dichiara l’avvio del filtraggio attivo delle acque di falda nell’area SOT, dopo risultati positivi delle prove preliminari. La spesa complessiva contabilizzata nell’anno per risanamento e bonifica ambientale anche in altre aree, non solo per la SOT dove c’era la cokeria, è pari a circa 1,26 milioni di euro (link al documento) e nel 2024 la Città Metropolitana di Genova, con provvedimento n. 1895 del 16/07/2024, certifica la messa in sicurezza permanente dell’area SOT mediante capping superficiale (link alla pagina) per arrivare al 2025 dove Società per Cornigliano dichiara ultimate le attività di bonifica e messa in sicurezza permanente, riferendo di aver effettuato, nel 2025, soltanto monitoraggi periodici durante l’anno (link al documento). Ecco, ma qui volevamo arrivare: ma questi dati Società per Cornigliano li ha visti? Se li avesse visti non avrebbe dichiarato la bonifica ultimata.
Passiamo ai dati e al noto piezometro PZ9 che Acciaierie d’Italia attribuisce a inquinamento storico dei sottoprodotti delle cokerie di cornigliano che superano in maniera notevole i limiti di legge negli anni 2024 e 2025, di seguito un grafico, che comprende anche altri piezometri oltre il PZ9 dove è chiaramente visibile l’impennata degli inquinanti dall’anno 2023, esattamente quando Società per Cornigliano avvia il filtraggio attivo delle acque di falda. Coincidenza? Conseguenza? Forse Arpa Liguria potrà fare un’analisi più accurata e informare Società per Cornigliano anche perché, alla luce dei dati di acciaierie d’Italia è possibile sostenere che l’attività di bonifica sia terminata?
Perché il Benzene rimane nei limiti sino al 2023 e poi a fronte di un limite pari a 1 µg/l arriva a 1.140 nel 2024 e 2.410 nel 2025? Per gli idrocarburi totali stessa storia: limite a 350 µg/l e impennata a 2.830 nel 2024 e 6.450 nel 2025. L’andamento è simile per gli altri inquinanti.
Alla luce di questi dati quali sono oggi i rischi per chi opera nel sito o per le residenze civili limitrofe visto che gli inquinanti riportati sono volatili e alcuni di questi hanno superato le soglie di legge mille e duemila volte? Anche a Genova dovrebbe valere il concetto basilare: la salute viene prima del lavoro perché senza salute non si può lavorare e gli operai di Genova dovrebbero manifestare per questo.
