di Luciano Manna – Passano contando gli studi scientifici che evidenziano i rischi a cui si sottopone la salute dei tarantini, provincia compresa, gli elenchiamo tutti, sappiamo ormai tutto grazie alle pubblicazioni scientifiche, agli studi dell’Istituto Superiore di Sanità sino a quelli finanziati dalla Regione Puglia e ai dati Inail su malattie profesisonali, ma tra ufficialità, istituzionalità e letteratura scientifica, ormai di facile uso da parte dei cittadini che appaiono più informati di chi amministra, compare sempre più noiosa la traccia recitata da chi parifica dati scientifici a suggestioni e ideologie, un esercizio lesivo e offensivo che lede la dignità di tutti e relega Taranto ad una arretratezza in termini di sviluppo senza precedenti.

A maggio 2026 sono stati presentati a Maastricht, al più importante congresso europeo sull’ictus, i risultati del lavoro congiunto tra il consorzio Horizon Europe MISTRAL, finanziato dall’Unione europea e guidato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), la Struttura RITT di ASL Taranto e il team data science di CTE CALLIOPE, con la presentazione del Dott. Giovanni Boero — Direttore della Struttura Complessa di Neurologia e Stroke Unit presso il Presidio Ospedaliero Centrale S.S. Annunziata. Su una popolazione di circa 230.000 residenti a Taranto, seguiti per quasi dieci anni (2016-2025), abbiamo dimostrato che chi vive in aree con aria più inquinata da particolato PM₂.₅, PM₁₀ e il Biossido di Azoto NO₂, ha un rischio significativamente più alto di andare incontro a un ictus, un’associazione robusta, indipendente dall’età, dal sesso, dal reddito e dalle condizioni di salute di partenza.
Il documento è ancora un Abstract pubblicato a maggio 2026 sull’European Stroke Journal ma nei risultati è già abbastanza chiaro: durante lo studio durato circa nove anni, il 2,3% dei partecipanti ha avuto un primo ictus. Una maggiore esposizione a PM₂.₅, PM₁₀ e NO₂ è stata costantemente associata all’aumento del rischio di ictus indipendentmente dall’età avanzata, al sesso, ad una disabilità e al reddito più basso. Nelle conclusioni, quindi si ribadisce che l’esposizione a lungo termine a questi inquinanti è un fattore di rischio indipendente per l’ictus nella popolazione generale di Taranto, auspicando, riporta lo stesso documento, una riduzione dell’inquinamento atmosferico ai fini della prevenzione dell’ictus. (scarica il documento)
Ridurre le emissioni, migliorare la qualità dell’aria, ripensare la città: queste non sono solo scelte ambientali. Sono scelte di salute neurologica. La salute del cervello passa dall’aria che si respira ogni giorno. Taranto non è solo un caso di studio, è uno specchio che riflette una sfida europea. (fonte CTE Calliope).
Cos’è il progetto Mistral? Tre città europee – Taranto, Rybnik e Genk/Hasselt – saranno coinvolte come casi di studio per raccogliere dati primari e secondari sullo stato di salute, lo stile di vita, le abitudini alimentari, lo stato socioeconomico, il benessere e l’esposizione ambientale. Un progetto di ricerca quadriennale finanziato dall’UE che riunisce un consorzio di 11 partner europei e britannici ed è guidato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). MISTRAL si propone di utilizzare nuove metodologie per migliorare gli impatti sulla salute e sul benessere e l’analisi dei costi socio-economici della qualità ambientale, con particolare attenzione su quella dell’aria. (scarica il documento).