di Luciano Manna – L’incendio si è sviluppato in sala macchine e stando alle testimonianze raccolte da VeraLeaks si è trattato di un incendio di vasta portata che solo la tempestività del personale di bordo ha potuto domare evitando il peggio. La pusher tug Ursa Minor è stata raggiunta immediatamente dall’imbarcazione SAR della Guardia Costiera di Bari, la CP309, e successivamente trainata dal rimorchiatore Tenax che si è mosso dal porto di Brindisi.
 
La Ursa Minor nelle prossime si dirigerà nel porto di Brindisi e probabilmente sarà raggiunta dalla Ursa Minor per trasportare i coils a Ravenna prima di fare l’ultimo carico per Genova con gli ultimi coils che attendono sui moli del porto di Taranto. Va specificato che la Ursa Minor che oggi ha preso fuoco aveva effettuato tutti i lavori di manutenzione a Napoli solo due anni fa e nonostante tutto, sempre da fonti captate da Veraleaks, il direttore di macchina chiedeva interventi al motore, lavori mai eseguiti perché alle richieste veniva risposto che non c’erano finanze adeguate per eseguire gli interventi.
 
Sarebbe interessante, però, capire come sono stati eseguiti i lavori sulle motonavi della flotta Ilva, specie negli anni di gestione statale. Anche per i marittimi, quindi, la stessa storia, operai che rischiano la vita perché i luoghi di lavori non sono sicuri causa carenze di manutenzione. L’affaire Ilva prosegue il suo percorso in un tortuoso labirinto, il labirinto Ilva costruito con soldi pubblici e vite umane, dove al suo interno si sono smarriti dirigenti, ministri e caschi bianchi, un labirinto che ormai va buttato giù per accompagnare gli smarriti verso le aule di Via Marche, se solo a Taranto la Legge fosse uguale per tutti.