di Luciano Manna – Un ministro ormai noto per aver avviato un impianto saltato in aria, Adolfo Urso, continua a difendere una fabbrica, l’ex Ilva Acciaierie d’Italia, che continua a violare la Legge e a notificare queste violazioni è proprio un ministero del suo Governo. Una storia tutta all’italiana dove un gruppo di persone in cocorso tra loro tengono in vita uno stabilimento che non rispetta la Legge italiana e le norme europee ma nessuno di questi viene indagato o portato a processo, anzi, i processi e le indagini vengono isabbiate, spostate, azzerate nonostante le violazioni riscontrate siano inerenti agli slopping, al trattamento dei rifiuti e a quello delle acque. Bazzecole, insomma.

Il 9 luglio 2026 il Ministero dell’Ambiente MASE ha notificato ad Acciaierie d’Italia S.p.A. in A.S., mettendo in copia Ispra, Arpa Puglia e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto una diffida per il mancato rispetto delle prescrizioni n. 174 (Procedura per analisi RAMS) – n. 421 (Dati riutilizzo acque da impianti di trattamento delle acque reflue) – n. 273 (Registro carico
scarico rifiuti) del PIC del D.D. n. 436 del 25/07/2025. 

La diffida fa seguito a quanto notificato in stabilimento tra il 2025 e il 2026 dal gruppo ispettivo composto da Arpa e Ispra che ogni trimestre verificano che le prescrizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale siano rispettate. In questo caso le violazioni riscontrate si sono rivelate gravi ed impattanti sull’ambiente e sulla salute pubblica infatti le ispezioni sono state orientate verso l’acciaieria2 dove continuano a verificarsi episodi di slopping ed emissioni ben visibili dalla popolazione. Nello specifico il gestore dichiara che le emissioni sono conseguenti l’innalzamento di temperatura nel convertitore dell’acciaieria dovuto all’alto tenore di silicio, problema che andrtebbe risolto con l’aggiornamento di un software che rileva i dati anomali ma il gruppo ispettivo fa notare al gestore dello stabilimento che era già in attesa di tale aggiornamento e nel verbale chiede il motivo per il quale a distanza di quasi 4 mesi non ci siano stati aggiornamenti rilevanti. Nel frattempo si continua a fare slopping, si continua ad inquinare e a mettere a rischio la salute pubblica.

Inoltre gli enti di controllo hanno riscontrato criticità anche nell’uso, o meglio del riutilizzo, delle acque di stabilimento rilevando una grave carenza di dati: “non risulta pervenuta alcuna informazione sulle percentuali di riutilizzo delle acque
in uscita da tutti gli impianti di trattamento con riferimento agli ultimi 5 anni“. Ed ancora, viene riscontrata una grave criticità sulla gestione dei rifiuti, in particolare nei fanghi e residui di filtrazione provenienti dal trattamento acque degli impianti di laminazione TNA-1/2-PLA e degli impianti di produzione tubi TUB1 e TUB2 ed occasionalmente impianti di decantazione
emulsioni oleose effettuate presso l’impianto di ultrafiltrazione. “Non risultavano mai annotate le movimentazioni di scarico del rifiuto codice EER 10 02 15, stato fisico liquido “L”, gestito nell’attività di trattamento “D9”.

 

I documenti: Notifica MASEVerbale Ispra